Archeologia subacquea

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Tre nuovi relitti greco-romani rinvenuti alle Eolie

Tre nuovi relitti di epoca greco-romana sono stati scoperti, al largo delle isole Eolie, tra capo milazzese e l’isola di Basiluzzo. I dettagli del ritrovamento e della missione di ricerca organizzata dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana diretta da Sebastiano Tusa insieme alla Fondazione statunitense Aurora Trust diretta da Ian Koblick e Craig Mullen, sono stati illustrati sabato 24 luglio alle 17 al Castello di Lipari alla presenza dell’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identita’ siciliana, Gaetano Armao. La campagna "Archeorete Eolie 2010" è stata avviata il 16 luglio ed ha già permesso di ampliare i risultati che l’anno scorso avevano permesso di localizzare e studiare i relitti denominati Panarea I e Panarea II.
Le ricerche sono condotte sul campo da Timmy Gambin per l’Aurora Trust e da Stefano Zangara e Philippe Tisseyre per la Soprintendenza del Mare. Il programma di quest’anno prevede il completamento della ricognizione dei fondali intorno l’isola di Panarea e l’inizio delle ricerche nelle acque di Salina. La ricognizione viene effettuata con la barca di ricerca Isis II e l’appoggio logistico della nave oceanografica Fortaleza. Le ricerche riguardano lo spazio di mare compreso tra Capo Milazzese e l’isola di Basiluzzo, sul versante orientale di Panarea.
Intorno all’isola di Salina saranno invece scandagliate le acque comprese tra Lingua, Santa Marina, Capo Faro e Pollara. La ricognizione viene effettuata mediante un sonar a scansione laterale di ultima generazione, con una gittata di circa 100 metri, su rotte parallele rettilinee di varia lunghezza, distanziate tra loro circa 150 metri, in modo da effettuare una ricognizione totale dei fondali. I tre relitti ritrovati in questa prima fase di ricerca sono giacenti su un fondale compreso tra i 100 e i 150 metri di profondita’. La chiarezza delle immagini registrate con il sonar permette di individuare il carico di anfore, che mantiene l’originale assetto di carico parzialmente sconvolto dal naufragio.
Dalla disposizione del carico di anfore è possibile con chiarezza leggere la fisionomia dei relitti e le dimensioni originarie delle imbarcazioni, che oscillano tra i 13 e i 15 metri di lunghezza e 4 di larghezza, elevandosi dal fondo per circa 2 metri al colmo del cumulo delle anfore. Tutti i dati acquisiti sono in fase di elaborazione e saranno verificati nei prossimi giorni con l’ausilio di un veicolo subacqueo filoguidato ROV (Remotely Operated Vehicle) e con immersioni dirette con miscele da parte di subacquei specializzati in immersioni profonde.

fonte dati: www.beniculturali.it


News inserita il 26/07/2010

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Settembre 2010

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